Coefficienti di infiltrazione della copertura del suolo del territorio di Roma Capitale
Le attività di monitoraggio del territorio in termini di uso, copertura e consumo di suolo sono assicurate dal Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), come previsto dalla L.132/2016, e permettono di avere un quadro aggiornato annualmente dell'evoluzione dei fenomeni di consumo di suolo, delle dinamiche di trasformazione del territorio e della crescita urbana.
La cartografia SNPA è un utile strumento per caratterizzare e quantificare il fenomeno del consumo di suolo anche su scala locale, tuttavia a causa della risoluzione spaziale (10 m) e della classificazione solo parzialmente disponibile al terzo livello (gerarchizzazione del livello di definizione del consumo di suolo) non è stata ritenuta sufficiente per fornire la base conoscitiva alla predisposizione delle carte di permeabilità di Roma Capitale.
Per tali motivi, è stato realizzato un approfondimento sulla copertura del suolo per il territorio di Roma Capitale che ha prodotto un nuovo strato informativo a maggiore risoluzione (5 x 5 metri) e con una classificazione che adotta su tutto il territorio capitolino il terzo livello del sistema di monitoraggio SNPA.
L'attività di fotointerpretazione è stata realizzata a una scala compresa tra 1:500 e 1:1000 ed ha permesso di elaborare la carta di copertura del suolo di Roma Capitale 2018.
Su tutto il territorio sono distinte tre "macroclassi" di copertura del suolo:
- il suolo consumato irreversibile: edifici, fabbricati, strade pavimentate, sedi ferroviarie, aeroporti (piste e aree di movimentazione impermeabili/pavimentate), porti (banchine e aree di movimentazione impermeabili/pavimentate), altre aree impermeabili/pavimentate non edificate (piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi), serre permanenti pavimentate e discariche;
- il suolo consumato reversibile: strade non pavimentate, cantieri e altre aree in terra battuta (piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi, depositi permanenti di materiale), aree estrattive non rinaturalizzate, cave in falda, impianti fotovoltaici a terra, altre coperture artificiali la cui rimozione ripristina le condizioni iniziali del suolo;
- il suolo non consumato: comprende le coperture erbacee, arboree (latifoglie, conifere, arbusti), i corpi idrici, le zone umide, nonché le coperture naturali prive di vegetazione (suolo nudo, rocce e ghiacciai).
Le classi del consumo di suolo reversibile sono espressive di differenti condizioni di reversibilità determinate dal tempo di recupero dei suoli, generalmente molto lungo, e una reale fattibilità del processo di rinaturalizzazione. Infatti, va sottolineato che anche il consumo reversibile inibisce alcuni servizi ecosistemici essenziali e, nel periodo che intercorre prima dell'effettivo e completo recupero, occorre considerare la perdita di funzioni ecosistemiche. Nelle classi di consumo di suolo reversibile e del suolo non consumato, sono inclusi anche quei suoli urbani in cui le caratteristiche non sono più riconducibili ai naturali fattori di formazione del suolo, poiché l'azione dell'uomo subentra come principale agente di formazione (suoli antropogenici).
Per la valutazione dell'accuratezza della carta è stata eseguita una validazione su un campione di punti stratificato sulle classi di consumo di suolo. La validazione è stata effettuata confrontando la mappatura con immagini ad altissima risoluzione di Google Earth (2018). Sono stati validati complessivamente 1544 punti, più di 300 sulla classe di suolo non consumato, più di 200 nelle classi più ricorrenti con superfici maggiori (edifici, strade asfaltate e aree impermeabili/pavimentate) e gli altri distribuiti proporzionalmente alle aree delle classi.
L'accuratezza è pari al 93%; si è riscontrata su tutte le classi una percentuale dell'errore di commissione minore del 20% e dell'errore di omissione minore del 16,2%.
Alle classi di copertura individuate sul territorio di Roma Capitale sono stati quindi associati dei coefficienti di permeabilità (o di infiltrazione) elaborati dai dati bibliografici secondo la formula Cp (Coefficiente permeabilità o di infiltrazione) = 1 - Coefficiente di deflusso, dove il Coefficiente di deflusso è dato dal rapporto tra l'acqua piovana che viene rilasciata e defluisce superficialmente verso i corpi ricettori del reticolo idrografico naturale o artificiale (rio, fosso, rete fognaria, ecc.) e l'intero volume d'acqua piovana che viene captata da una determinata superficie in uno specifico intervallo di tempo.
Quindi, con Coefficienti di deflusso uguali a 1 (cioè dove la quantità di acqua piovana che cade al suolo defluisce, interamente nel suo insieme, in superficie) cioè la sua superficie di captazione è impermeabile, il Cp risulta uguale a zero mentre, con Coefficienti di deflusso uguali a zero (dove si ha l'intera infiltrazione nel suolo dell'acqua piovana, i coefficienti di permeabilità (Cp) sono uguali a 1 e corrispondono alle coperture naturali, semi naturali o agricole che rilasciano nel sottosuolo il 100% dell'acqua meteorica.
Ne consegue che a tutte le classi corrispondenti ad un consumo di suolo permanente (ad eccezione delle sedi ferroviarie) è stato assegnato un valore di Cp pari a 0 e al suolo non consumato un valore pari a 1.
La classificazione del suolo consumato è stata inoltre integrata con la classe del verde urbano del Corine Land Cover 2018 e con i depositi antropici segnalati sulla cartografia geologica disponibile per il territorio di Roma Capitale.